La città più antica della Baia di Cattaro. Caratteristica per i siti archeologici, i filari di palme più lunghi sulla Costa e per l'oleandro, una pianta autoctona. A Risano ha regnato Teuta, l'ultima regina illira.
Risano è la città più antica della Baia di Cattaro (Montenegro). Si trova in fondo al Golfo, quasi equidistante sia da Cattaro che da Herceg Novi (circa 20 km). La città che vediamo nelle foto oggi, e dove volentieri andiamo in vacanza – è almeno il Terzo Risano. I primi due sono sprofondati nel mare nel corso del tempo, a causa di numerosi terremoti.
Una volta, l'intero golfo di Cattaro era chiamato Sinus Rhizonicus (Golfo di Risano), il che testimonia meglio di tutto l'importanza che aveva questo centro urbano e civile locale.
Lungo la sponda di Risano si estendono indubbiamente i filari di palme più lunghi su tutta la Costa! Durante una passeggiata siamo costantemente sotto le chiome di palme mature, Phoenix canariensis, per cui sappiamo di essere in un luogo mediterraneo privilegiato. In nessun luogo le palme delle Canarie sono così numerose in uno spazio così piccolo. Eppure è l'oleandro, non la palma, la pianta che è originariamente cresciuta con Risano: i botanici dicono che l'Oleander nerium è nato proprio qui, e che è proprio autoctono! Anche uno sguardo fugace da un'automobile sulla strada statale dell'Adriatico può notare come sulle pareti verticali di Risano, da rocce simili a cavolfiore di pietra – sorge e fiorisce l'endemita: oleandro rosa. A Risano ce ne sono rossi, bianchi e gialli, e tutti questi colori derivano da quello originario, rosa. L'oleandro è un ornamento floreale; abbellisce ogni foto di stagione perché ce n'è dappertutto. Fiorisce dalla fine della primavera all'inizio dell'autunno. Se attratti dalla sua bellezza iniziate a coglierlo, presto troverete un abitante che vi dirà: «Meglio di no. È velenoso.» Come ogni bellezza estrema...
Originariamente colonia greca, Risano nel 3° sec. a.C. diventa una città illira fortificata. La tribù illirica degli Ardiei, dedita alla pirateria, costruisce qui i suoi veloci vascelli pirata, le liburniche, e conia denaro. In quel periodo, a Rhizinium (descritto da Polibio e da Livio), vivevano 10.000 abitanti, quasi 5 volte più di oggi. All'invasione romana, la regina illirica Teuta si rifugiò lì, e dopo la sua morte l'Impero romano controllò la Baia.
Dal periodo romano provengono i celebri mosaici di Risano del 2° sec. d.C., di cui il più noto e meglio conservato è il mosaico pavimentale del dio del sonno Ipno – l'unica figura simile sulle coste orientali dell'Adriatico. Il complesso coperto con mosaici pavimentali delle antiche ville romane si trova a circa 100 metri dalla costa ed è sede di numerosi eventi culturali estivi. Il più prolico sito archeologico si trova nelle vicinanze, a Carinae, di fronte all'omonima spiaggia, una delle prime con l'epiteto di qualità balneare e contrassegnata dalla Bandiera Blu.
Andando avanti nella storia – i Romani furono sostituiti dai Saraceni, 865 d.C. Nel 10° sec. Risano apparteneva a Travunja, nei secoli 14° e 15° ai re bosniaci, dal 1539 ai Turchi, poi ai Veneziani dal 1687, fino alla caduta della Repubblica.
La popolazione slava ortodossa ha partecipato alle insurrezioni nel 19° sec., e negli anni 1941-1945. Risano ha dato diversi nomi eccezionali: il capitano Lazar Đurković aiutò i Greci nella liberazione dai Turchi; Marko Ivelić fu generale e diplomatico russo; Vuk Vrčević aiutò Vuk Karadžić nella raccolta delle tradizioni popolari; il capitano Vlado Ivelić fu uno degli ultimi capitani della Baia che navigavano su velieri; Vaso Ćuković fu un benefattore e filantropo (l'ospedale di Risano per traumatologia, neurologia e neurochirurgia porta il suo nome)...
Il nucleo urbano antico si chiama Gabela e si estende intorno all'omonima strada selciata alla maniera orientale. Lungo la Gabela, si osservano filari di palazzi costruiti nel periodo dal 17° al 19° sec. Tra tutti, per la sua bellezza, benché non restaurato, si distingue il palazzo Ivelić.
La domenica è giorno di mercato a Risano. Allora la Piazza, distante solo pochi metri dal Porto e dalla Sponda, prende vita – dal colorato miscuglio di popolo, di accenti (stranieri e locali) e di offerte. Tutto quello che Dio ha dato e la natura produce, è in vendita: colori, sapori e profumi, formaggio di montagna e latticini, carne affumicata, verdure biologiche di ogni tipo e forma, vino e rakija... Tutto l'anno. Sul mercato di Risano la domenica, non a torto, si raccoglie tutta la Baia... Gli abitanti storici sperimentano la domenica di Risano anche come la loro propria gita!
A cento e più metri dalla Piazza profumata, nel parco cittadino, quasi nascosto da una lussureggiante vegetazione, si trova la chiesa ortodossa di San Pietro e Paolo del 18° sec.
A mezz'ora di cammino verso Perasto, o a pochi minuti di macchina, si trova il monastero di Banja, costruito nel 18° sec. sulle fondamenta di uno più antico del 13° sec. Possiede una ricca collezione di icone della scuola iconografica Rafailovič-Dimitrijević, i cui pittori di icone provenivano da Risano.
A soli 15 minuti di cammino verso Herceg Novi si trova una grande caverna della sorgente Sopot, proprio accanto alla strada statale dell'Adriatico. Durante l'estate, praticamente non c'è un momento in cui nei pressi di Sopot non ci siano automobili parcheggiate e curiosi. Solo pochi entrano in questa profonda caverna. Per lo più si limitano a fotografarsi. Dalla caverna sgorga freddo anche quando non scorre acqua. E questo a volte accade come curiosità: in pieno agosto – acqua dolce potabile cade a cascata come in pieno inverno! Il fenomeno accade di rado, e solo quando nel retroterra montuoso cadono piogge abbondanti. La cascata in inverno scorre da un'altezza di 30 m.
Da Risano si può facilmente raggiungere il vicino Perasto, e la sua isola artificiale di Nostra Signora dello Scoglio. Cattaro e Herceg Novi. E i vicini Lipci – a 5 minuti di macchina, poi a piedi in salita, fino alle uniche incisioni rupestri del golfo risalenti al neolitico. Sopra Risano si estende, a 1000 m di altitudine, l'altopiano montano di Krivošije. Una sfida per gli escursionisti e gli alpinisti.

