Dall'archivioPubblicato 1 gennaio 2003Aggiornato 16 agosto 20263 min di letturadi Gordan Stojović
Il presidente argentino Juan Peron ed Eduardo Vuletich (l'immagine è pubblicata con il permesso della famiglia Vuletich- tutti i diritti sono riservati) Uno degli argentini di origine montenegrina che hanno la
Il presidente argentino Juan Peron ed Eduardo Vuletich
(l'immagine è pubblicata con il permesso della famiglia Vuletich- tutti i diritti sono
riservati)
Uno degli argentini di origine montenegrina che hanno lasciato l'impronta più profonda
nella storia recente di quel paese sudamericano è sicuramente Eduardo Vuletić.
Nacque il 29 settembre 1909 nella località di Dolores, provincia di Buenos Aires.
Eduardo è figlio di Dušan Vuletić, emigrante montenegrino, dal matrimonio con
l'uruguaiana Juana Paredes. Aveva appena cinque anni quando fu colpito dalla
morte del padre, dopo la quale si trasferì con la madre a Buenos Aires. Frequentò
le prestigiose scuole di Ameghino dove si laureò in farmacologia. Molto presto
iniziò ad occuparsi anche di giornalismo radiofonico dove ottenne notevoli successi.
All'inizio degli anni Cinquanta, come noto attivista sindacale, fu eletto
segretario generale del sindacato federale dei farmacisti. In quegli anni entrò
in contatto con la famiglia Peron con la quale divenne presto molto intimo.
Dopo la morte di Eva Peron, con la quale era stato stretto amico, il 28 ottobre 1951
fu nominato alla funzione di segretario generale di tutte le unioni operaie dell'Argentina,
carica che ricoprì fino all'ottobre del 1955. Nello stesso periodo divenne anche
presidente del comitato esecutivo del movimento peronista e presidente della fondazione
Eva Peron, fondazione che proseguiva l'opera di Eva Peron e per le cui
azioni umanitarie il Peronismo divenne riconoscibile. Nel 1955 scoppiò
la rivoluzione che pose fine all'epoca peronista, Juan Peron andò in
esilio in Spagna, ed Eduardo, che gli fu fedele fino alla fine, rifiutò
la collaborazione con i golpisti che lo misero in prigione dove, in condizioni molto difficili,
senza alcuna sentenza o accusa trascorse 30 mesi. Fu infine
rilasciato solo grazie all'accordo tra Juan Peron e il Dr Arturo Frondizi
secondo il quale Peron dall'esilio offriva il suo appoggio a Frondizi come candidato
alla presidenza. Provato dalla prigione e da ogni sorta di maltrattamenti, Eduardo si ritirò
per sempre dalla vita politica, cosa contraria alle aspettative dei suoi
compagni politici. Morì in profonda vecchiaia nel 1983 a causa del
morbo di Parkinson.
La famiglia di Eduardo Vuletić vive oggi a Buenos Aires, i discendenti del
fratello di Dušan che insieme a lui giunse sul suolo del Sud America, vivono principalmente a
Montevideo nella Repubblica dell'Uruguay.
Ringraziamo suo figlio Dr Jorge Daniel Vuletich per l'aiuto nella
raccolta della biografia di Eduardo.
Gordan Stojovic
www.montenegro.com
La comunità montenegrino-argentina
Da dove veniva. La maggior parte dei montenegrini giunti in Argentina vi arrivò nei decenni attorno al 1900, come parte del grande movimento dall'Europa meridionale verso il Río de la Plata. Provenivano in misura sproporzionata dalla costa e dai distretti interni più poveri, e arrivavano senza uno stato indipendente alle spalle che li registrasse o rappresentasse.
Come si organizzò. Come per altre piccole comunità, associazioni, chiese e società di mutuo soccorso svolsero il lavoro che i consolati facevano per le nazionalità più numerose: tenere registri, organizzare sepolture, insegnare la lingua ai figli nati in Argentina. È a questi organismi che si deve la possibilità di rintracciare ancora singole vite di quel periodo.
Perché le figure individuali contano. In una comunità di queste dimensioni, una persona che accede alla vita pubblica lascia una traccia documentaria sproporzionata — e quella traccia è spesso l'unica via di ritorno verso i migranti comuni attorno a lei, che non lasciarono carte proprie.
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Scritto da
Gordan Stojović
Gordan Stojović is a Montenegrin politician, writer and publicist, and a member of the Parliament of Montenegro (Skupština). A specialist in the history of Montenegrin emigration, he is the author of several books on the diaspora in South America — among them "Crnogorci u Argentini" and "Crnogorci u Južnoj Americi" — and served as Montenegro's ambassador to Argentina, Brazil, Chile and Uruguay (2014–2019). For Montenegro.com he writes about Montenegrins across the Americas and the stories of the old diaspora.