Vilusi: un altopiano di pietra e memoria
Vilusi è un piccolo insediamento d'altura su un altopiano carsico del Montenegro occidentale, lungo la strada che collega Nikšić al valico bosniaco in direzione di Trebinje. Il paesaggio è austero, aperto e di grande suggestione: un'ampia distesa di calcare carsico, dolcemente ondulata, a circa 800 metri di quota, circondata da montagne basse e attraversata da venti che sembrano portare con sé il peso della storia. Per la maggior parte dei viaggiatori Vilusi non è che un nome su un cartello stradale, superato in pochi secondi andando verso la Bosnia o tornandone. Eppure questo tratto di altopiano, all'apparenza insignificante, ha una storia che merita di essere ascoltata.
L'altopiano di Vilusi fu teatro di importanti battaglie partigiane durante la Seconda guerra mondiale, parte della strenua resistenza che i partigiani jugoslavi opposero alle forze d'occupazione dell'Asse su questo terreno montuoso. La zona conobbe combattimenti durissimi nel 1943 e nel 1944, e il paesaggio conserva ancora tracce di postazioni militari, cippi commemorativi e il ricordo che la comunità locale custodisce di quegli anni terribili. Al di là della storia militare, Vilusi offre uno scorcio della vita tradizionale d'altura nel carso montenegrino: un mondo aspro, bellissimo e in lenta scomparsa, fatto di case in pietra, pecore al pascolo e di un legame profondo con la terra.
Dall'altopiano si raggiunge anche il lago di Somina (Sominsko jezero), un piccolo specchio d'acqua sereno incastonato nel paesaggio carsico, dove si può nuotare e pescare: un contrappunto raccolto all'asprezza del terreno circostante.
Come arrivare
Vilusi si trova sulla strada M6, che collega Nikšić al confine bosniaco di Ilino Brdo e prosegue verso Trebinje. Da Nikšić bastano 25-30 minuti verso ovest su una buona strada a due corsie, che attraversa la piana agricola a occidente della città prima di salire sull'altopiano carsico. Il fondo è ben tenuto e adatto a qualsiasi veicolo.
Dalle Bocche di Kotor si arriva a Vilusi passando per Nikšić. Da Kotor o da Tivatsi raggiunge Nikšić via Cetinje (circa 1,5-2 ore), per poi proseguire verso ovest. In alternativa, da Herceg Novila strada che passa per Trebinje, in Bosnia, offre un avvicinamento panoramico dalla direzione opposta: si entra in Bosnia, si arriva a Trebinje (circa 30 minuti da Herceg Novi) e si prosegue verso il confine montenegrino e Vilusi.

Da Podgoricaci vuole circa 1,5 ore per arrivare a Vilusi passando per Nikšić. L'aeroporto più vicino è quello di Podgorica (TGD), a circa 80 chilometri a est. Tivat (TIV) dista circa 100 chilometri a sud, Dubrovnik (DBV) circa 90 chilometri a ovest passando per Trebinje.
Qualche corriera tra Nikšić e il confine può fermare a Vilusi, ma le partenze sono rare. Per visitare l'altopiano e il lago di Somina, che si trova fuori dalla strada principale, l'auto a noleggio è la soluzione pratica.
Cosa vedere e cosa fare
I luoghi della memoria della Seconda guerra mondiale
L'altopiano di Vilusi fu teatro di importanti azioni partigiane durante la Seconda guerra mondiale. I partigiani jugoslavi, guidati da Josip Broz Tito, condussero vaste operazioni sui rilievi del Montenegro occidentale e dell'Erzegovina orientale, e la zona di Vilusi vide numerosi scontri tra le formazioni partigiane e le truppe d'occupazione tedesche e italiane, oltre che le forze cetniche (monarchiche).
Le battaglie più importanti si combatterono nel 1943, durante le operazioni dell'Asse per accerchiare e annientare il grosso delle forze partigiane in questa regione. Il terreno carsico aperto dell'altopiano di Vilusi offriva insieme vantaggi e pericoli: la mancanza di ripari rendeva rischiosi gli spostamenti, ma la conoscenza minuziosa del territorio dava ai partigiani un vantaggio difensivo tra le colline e le doline circostanti.
Cippi e monumenti commemorativi sono disseminati sull'altopiano a ricordo di singole battaglie e dei combattenti caduti. Il memoriale più grande si trova nell'abitato stesso di Vilusi. Molti di questi monumenti appartengono all'inconfondibile linguaggio astratto dell'arte commemorativa jugoslava e vale la pena cercarli, sia per il loro valore storico sia come esempi di una straordinaria tradizione artistica. Alcuni sono ben conservati; altri sono caduti in abbandono, segno del rapporto ambivalente che le società post-jugoslave hanno con l'eredità partigiana.
Il lago di Somina (Sominsko jezero)
Il lago di Somina è un piccolo e grazioso specchio d'acqua a pochi chilometri da Vilusi, raggiungibile da una strada secondaria che si stacca dalla statale. Occupa una depressione dell'altopiano carsico ed è alimentato da sorgenti sotterranee e dalle piogge stagionali. Si estende su circa 0,2 chilometri quadrati ed è circondato da rive basse ed erbose con alberi sparsi: un paesaggio dolce e pastorale, che contrasta piacevolmente con l'austerità del carso tutt'intorno.
D'estate il lago è una meta balneare molto amata dagli abitanti della zona, con acqua pulita, relativamente calda, e rive di facile accesso. Si pratica anche la pesca: ci sono carpe e altre specie d'acqua dolce. L'atmosfera è quieta e rurale: niente strutture commerciali, niente lettini né bar, solo un lago tranquillo in un paesaggio tranquillo. Portate un picnic e godetevi la semplicità.
Camminate sull'altopiano carsico
L'altopiano intorno a Vilusi si presta a camminate in terreno carsico aperto, simile a quello di Dragalj e Grahovo : distese di calcare nudo o coperto d'erba, doline sparse, muretti a secco e vasti panorami in ogni direzione. Il terreno è meno impervio delle zone carsiche più estreme vicino all' Orjened è quindi alla portata di camminatori mediamente allenati. Con 2-3 ore si visitano i monumenti della guerra e le colline circostanti, con vista sull'altopiano fino alle montagne del confine bosniaco.

La vita tradizionale d'altura
La popolazione stabile di Vilusi si è ridotta drasticamente, ma l'insediamento conserva elementi ben visibili dell'economia tradizionale di montagna: case costruite con il calcare locale, piccoli allevamenti (soprattutto pecore e capre), orti familiari e l'uso dei pascoli comuni. Gli abitanti più anziani mantengono vivi mestieri e saperi — la produzione del formaggio, la stagionatura delle carni, la costruzione dei muri a secco — che in gran parte del Montenegro stanno scomparendo.
Merita in particolare cercare il formaggio locale, di latte di pecora, lavorato secondo i metodi tradizionali. Se vi fermate davanti a una casa e mostrate interesse, può darsi che ve ne offrano un assaggio: l'ospitalità di montagna è forte da queste parti, e condividere il cibo con chi arriva è un valore culturale radicato in profondità.
In auto fino a Trebinje
Da Vilusi la strada prosegue verso ovest fino al confine bosniaco e poi a Trebinje, una delle cittadine più belle dell'Erzegovina. Il percorso è panoramico: si passa il valico di Ilino Brdo e si scende in un paesaggio via via più mediterraneo verso Trebinje, adagiata in una valle fertile circondata da colline carsiche spoglie. Il centro storico, la cattedrale ortodossa (Hercegovačka Gračanica), la cultura del vino e gli ottimi ristoranti fanno di Trebinje una gita transfrontaliera che ripaga. L'anello da Nikšić a Trebinje passando per Vilusi, e ritorno, si fa comodamente in giornata.
Cenni storici
L'altopiano di Vilusi è abitato fin dall'antichità e i ritrovamenti archeologici indicano una presenza illirica e romana nell'area circostante. La sua posizione tra la costa e l'interno lo rese parte delle antiche vie commerciali e militari che collegavano l'Adriatico all'entroterra balcanico.
Sotto il dominio ottomano la zona apparteneva alla fascia di frontiera tra l'Impero ottomano e la Repubblica di Venezia, che controllava la costa. Questa condizione di terra di confine generò una cultura militarizzata: la popolazione locale era abituata al conflitto e coltivava un'indipendenza fierissima, che si sarebbe poi manifestata nella convinta partecipazione della regione ai movimenti di resistenza.
La Seconda guerra mondiale è il capitolo decisivo della storia moderna di Vilusi. Il Montenegro fu occupato dalle truppe italiane a partire dal 1941 e nel luglio dello stesso anno scoppiò una rivolta generale, uno dei primi movimenti di resistenza armata nell'Europa occupata. Gli anni di guerra partigiana che seguirono furono di una brutalità straordinaria, con pesanti perdite civili e villaggi distrutti in tutta la regione montana. La zona di Vilusi, per la sua posizione strategica sulle vie tra Montenegro ed Erzegovina, fu contesa più volte.
Dopo la guerra il governo jugoslavo celebrò la lotta partigiana con monumenti e memoriali, e il ricordo della resistenza divenne un elemento centrale dell'identità nazionale jugoslava. Dopo la dissoluzione della Jugoslavia l'atteggiamento verso l'eredità partigiana si è fatto più complesso, ma in comunità come Vilusi, dove la memoria delle perdite di guerra resta viva, i monumenti conservano un significato personale profondo.
Consigli pratici
- Periodo migliore: da maggio a ottobre, per il clima gradevole e le strade agevoli. Sull'altopiano l'estate è calda e asciutta, con temperature più miti che sulla costa. La primavera e l'autunno regalano una luce bellissima e ancora meno visitatori (che comunque scarseggiano in qualsiasi stagione).
- Tempo necessario: per i monumenti, il lago e una camminata sull'altopiano basta mezza giornata. Aggiungendo la gita a Trebinje, mettete in conto una giornata intera.
- Cosa portare: acqua, cibo (sull'altopiano non ci sono ristoranti, forse un piccolo caffè nell'abitato), protezione solare, scarpe da camminata e qualcosa di caldo (sull'altopiano può tirare vento e fa molto più fresco che sulla costa).
- Valico di frontiera: se abbinate Vilusi a una gita a Trebinje, portate il passaporto. Il valico di Ilino Brdo è di solito poco trafficato e rapido. Chi ha un passaporto dell'Unione europea, britannico, statunitense e di molti altri Paesi non ha bisogno di visto per la Bosnia ed Erzegovina.
- Dove dormire: a Nikšić (25-30 minuti a est) ci sono hotel e appartamenti. A Vilusi non esistono strutture ricettive vere e proprie. Anche Trebinje, in Bosnia, offre buone sistemazioni se volete fermarvi più a lungo nella zona.
- Rispetto per i memoriali: i monumenti di guerra sull'altopiano ricordano persone reali, morte in tempi ancora vivi nella memoria. Trattateli con il dovuto rispetto. Non salite sui monumenti e non lasciate rifiuti nei luoghi della memoria.
- Fotografia: il paesaggio dell'altopiano, i memoriali e il lago di Somina offrono ottime occasioni fotografiche. I monumenti astratti di epoca jugoslava sono particolarmente suggestivi contro il carso aperto.
- Da abbinare a: Nikšić (birrificio, lago, fortezza), Trebinje (Bosnia), Grahovo (battaglia di Grahovac) e il più ampio paesaggio di altopiani carsici del Montenegro occidentale.
Perché visitare Vilusi
Vilusi è un luogo in cui paesaggio e memoria sono inseparabili. L'altopiano carsico, con la sua pietra e il suo silenzio, porta il peso di una storia violenta e di un modo di vivere tradizionale che sta scivolando nel passato. I memoriali della Seconda guerra mondiale sono testimoni di pietra di un conflitto che ha segnato i Balcani e il mondo. Il piccolo lago regala un momento di pace in un paesaggio improntato all'asprezza. E la strada che attraversa l'altopiano non collega soltanto due città, ma due Paesi, due culture e due modi diversi di leggere la storia tormentata di questo angolo d'Europa. Vilusi non chiede ai suoi visitatori altro che attenzione e rispetto. In cambio offre qualcosa che le spiagge e i porti crocieristici non possono dare: un incontro autentico con la terra e la storia che hanno fatto il Montenegro quello che è.




